25/01/2004
Raccontami una storia, non la solita, quella banale, incompresa e volgare, raccontami quella che riesce a farmi emozionare, quella che mi trasporta nel tempo senza riuscirne a capirne il senso, quella gentile, impetuosa, soffocata e lenta, quella che non riesce a trattenere quella lacrima bagnata in quanto turbata, eccitata e appassionata. Quella storia tanto amata e non dimenticata, quella che mi lacera il cuore solo al pensiero, la stessa che mi culla la notte dandomi sollievo. Quella, l'unica così sentina e non mentita, quella che al solo pensiero mi brucia dentro da farmi venire in quel momento con tanto ardore da non riuscire più a frenare ogni minima trepidazione. Quella che solo tu hai saputo creare senza nemmeno immaginare ma, soprattutto raccontare. Quella innocua seppur a volte spenta, quella che mi ha fatto male ma anche amare. Insomma, anche se la so a memoria, raccontami e fammi nuovamente ascoltare la nostra storia...
25/01/2004
Vienimi in sogno
entra nuovamente nella mia anima
spaccala in mille petali
inginocchiati, raccoglili e stringili forti
soffiaci sopra e falli volare
in un arcobaleno per poterti abbracciare
25/01/2004
Solo quando non sarai più parte di me
cercherò di reinventarti
ritaglierò il tuo ricordo
in spicchi di sole
da farmi sfiorare dal tuo calore
penetrando come una lama infuocata
in questa anima ancora dannata
25/01/2004
Un sabato sera con la solita compagnia (una davvero speciale) ogni volta anche se spesso si fanno le stesse cose le emozioni cambiano ma, la differenza di tutte le volte, è che ci divertiamo sempre in un modo diverso. Si pensava di cambiare un po' la routine e questa volta, perché no, una bella partita a boowling (non so se si scrive realmente così). L'idea era molto allettante perché pensavo così di scaricare la tensione accumulata negli ultimi tempi, molta davvero, scagliandola con tutta la mia forza insieme a quella "palla" per uno strike che mi avrebbe liberato da qualcosa. Ma, si sa, di sabato escono tutti e al nostro arrivo al boowling sinceramente non vi era neanche un posto per sedersi. Totale attesa: due ore. Cazzo, erano già le 23.00. Cosa fare? Tra sbattimenti, freddo e due risate alla fine capitiamo in un locale messicano. Questa volta non il solito, quello a cui siamo ormai affezionati, quello che di notte ci viene ogni tanto in sogno, più un incubo, insinuandosi nella nostra mente e facendoci ricordare quella famosa serata della milionata, abbiamo speso un milione
. Ah non spaventatevi, non abbiamo mangiato così tanto per spendere quella cifra, in realtà appena trecento mila erano per il mangiare, le restanti settecento erano puro e mischiato alcool.... Chiusa la parentesi della milionata e tornando alla serata devo dire che, come tutte quelle passate insieme, è stata davvero bella. Mi sono divertita molto e, nonostante negli ultimi tempi, forse da tre mesi a questa parte, non sono tanto nello spirito di stare con gli altri, mi ha fatto davvero bene. Continuavo a ridere come una babba (giuro stavolta ero lucida, non fumata, né drogata o bevuta) e ogni tanto pensavo che se avessimo chiamato la nostra amica arcana faceva in tempo a venire su dal paesello. L'unica pecca della serata??? Beh come ogni volta forse quel momento in cui torni a casa, in cui in ascensore ormai sei rimasto da solo e ogni tanto sei malinconico mentre a volte sorridi da solo a pensare al momento prima...
21/01/2004
CATTURA
Cattura è piacere
Stimolo all’interesse degli altri o per gli altri
Convincere
Mettere in atto il riscatto
Un’intuizione
Una sfida formidabile
Catturare e lasciarsi catturare
Almeno una volta nella vita
Senza condizioni
Senza imposizioni
Senza prigionieri
Senza danni
Non alterando ne ignorando le regole
Con gentilezza
Tolleranza
Rispetto
Guardandosi bene
Dalle insidiose propagande
Dalle facili contaminazioni
Eleggere il proprio domicilio ovunque
Promuovere i propri colori
Difendendo la coscienza dagli inchiostri facili
Dai messaggi subliminali
Dai comizi ruffiani
Dalla discriminazione sessuale
Ideologica
Epidermica
E dall’isolamento di classe
Cattura me come hai sempre fatto
Che io non smetterò di esercitarmi
Perché vivremo oltre le canzoni
Ben oltre l’artificio delle luci e di quei suoni
Facciamo bene noi a desiderarci
Facciamo bene noi a non stancarci mai…
Renato Zero
18/01/2004
L'emozione più forte...
Pensavo tra me e me (certo che a volte non ho proprio un cazzo da fare!!!!!!) quale potesse essere l'emozione più forte che ho provato dentro, quella più bella o brutta che mi ha talmente stravolto. Certo gli anni incominciano a essere tanti e penso di averne provate davvero molte ma, soprattutto non pensavo sicuramente di continuarle a provare. La perdita di una persona, ormai undici anni fa, troppo speciale da dimenticare, aveva fatto in modo che, accumulato al tenore di vita non troppo legale di un tempo, tutto dentro di me morisse, specie e soprattutto la mia anima. Quell'anima che ho tenuto spenta per anni, quell'anima che nessun ragazzo, nessuna persona era più riuscita a infuocare, a inebriare. Poi, non so per quale stupida malattia della mia mente, un giorno, circa quattro anni fa, come un risveglio. Ho avuto la necessità e quel bisogno di provare a domandare, di provare a sapere le mie origini o meglio chi fosse in realtà mio padre. Ero talmente confusa da quella mia azione e soprattutto incredula, forse stavo maturando o forse no, o forse il silenzio di tutti quegli anni mi stava rosicando a poco a poco da farmi morire. Da quel giorno dentro di me si è riacceso tutto, quella passione, quel fervore, quella dannazione, tutto ogni minima pulsazione ogni minima sensazione. Questo grazie anche alle persone che ho conosciuto e continuo a frequentare da quattro anni a questa parte, delle persone davvero speciali che come al solito la frase potrebbe sembrare banale ma, per me, lo sono davvero. Quelle persone, le cosiddette "epg" che hanno saputo risvegliare tutti i miei sensi. Le stesse che mi hanno fatto nuovamente amare, odiare, insomma fatto provare di tutto. Quelle persone che sicuramente a voce non riuscirei mai a ringraziare perché con loro l'emozione è sempre troppo forte. Ho vissuto davvero e continuo a vivere un tumulto di sensazioni da farmi realmente impazzire a volte da non riuscirle a sprigionare... Quelle sensazioni che diverse volte sono state bellissime altre da scordare, come quasi un anno fa, quella notte del 17 gennaio, quella notte in cui dentro di me sentivo il mio lamento ma anche quello di altre persone. Quella notte in cui non ho fatto altro che pensare a quella giornata infuocata appena trascorsa. Molte notti ho passato così, forse a struggermi l'anima forse a dannarmela ancora di più. Ma, nonostante fossero stati giorni cupi specie per quell'emotività sofferta che ho provato, sono contenta di essere riuscita a provare nuovamente anche queste tipi di emozioni. Infine, forse dovrei dire a questo punto qual'è stata l'emozione più bella, forte. Beh, sono troppe, potrei riempire ancora due anni di blog sicuramente ma, quella che spesso mi viene in mente e, forse quella in cui sono rimasta più sconcertata: un inaspettato ti voglio bene davanti alla vetrina di un negozio.... Vorrei che la mia anima si arrestasse per non provare quello vissuto in questi quattro anni, così forte e a volte violento, che non sono più in grado di gestire e, come al solito, poi vado sempre a far casini, vado sempre a sparar cazzate e a ferire proprio queste persone che hanno saputo darmi tanto... sicuramente la "vita"...
15/01/2004
Stringi la mia mano
fallo dolcemente ma altrettanto violentemente
da arrestare il cammino del mio sangue
e farmi esplodere quel cuore
che continua a pulsare pura emozione
trascina via, con la tua scia,
quelle ombre del mio passato che rivivono nella mia mente
ormai corrotta dal tempo, lacerata dal dolore
e che non riesce a trovare
uno spiraglio d'amore
13/01/2004
Una sera...
(quella indimenticabile)
Mi siedo su uno scalino di una chiesa antica come un'ottantenne che vorrebbe solo riposare e, perché no, far mente locale. Vedo nella mia mente passare i miei anni, i momenti difficili e belli ma, soprattutto rivedo quei volti, quei sorrisi, così sconosciuti un tempo ma così immortali in questo momento. Rivivo nel mio cuore ogni minima emozione, il tutto come se stesse nuovamente accadendo a una velocità madornale. Cerco di sedermi insieme agli amici più cari, quelli che la vita non ha ancora portato con sé, quelli che la vita ha deciso di lasciare, anche solo per quel momento, con me. Mi accorgo che sono davvero pochi. A ognuno di loro direi tante cose, quelle cose belle che mi hanno fatto provare ma che non sono riuscita mai a fare. A ognuno di loro prenderei la mano, senza timore e senza vergogna, se solo riuscissi a sfiorarla, li guarderei in viso se solo i miei occhi fossero più coraggiosi e, senza fiatare, riuscissero a elevarsi in cielo e incrociare gli sguardi. Starei ore e ore seduta su quelle scale ad ascoltare quelle parole così melodiche, quei pensieri. Grazie al silenzio della notte riuscirei a sentire quei sospiri abbracciati da emozioni e commozioni. Sentirei quelle anime portate dentro anche se a volte bucate da qualche tormento. Aspetterei che quei visi a poco a poco iniziassero a dileguarsi, aspetterei gli ultimi sorrisi, gli ultimi saluti e, con serenità la fine dei miei giorni, portata via da un soffio di vento gelido ma, grazie a quelle anime, avvolta e trasportata in un cielo stupendo...
12/01/2004

Ovunque tu sia...
Il sole riscalda quel tuo viso
che non è mai riuscito a darmi un sorriso
la notte con le sue stelle
fa brillare le tue gemme
che possono essere vive oppure spente
anche la luna, ovunque tu sia, riesce a guardarti
e io, assorta tra i miei pensieri, non riesco neanche a toccarti
sarebbe bastato un solo incontro
per chiamarti con il tuo vero nome
sussurrare una sola parola
che conteneva pura gioia
la stessa che mi hai strappato via
abbandonandomi in questa follia
almeno una volta bussa alla mia porta
parlami, ascoltami, abbracciami...
ti prego fallo prima che io muoia
12/01/2004
Oggi, peggio degli ultimi tempi,
mi sento proprio all'aria
non connetto più
mi sembra a volte di essere
come una foglia morta
senza respiro
senza sensazioni
senz'anima
11/01/2004
Non so per quale demente pazzia ma, non bastava che il mio sabato continuava sulla scia della malinconia della tristezza che, all'alba delle tre del mattino come un folle serial killer ho deciso di chiuderlo in "bellezza" nel sistemare le cose della mia amica sfigata. Sfogliavo le carte e in ognuna di esse rivedevo il suo viso, nella mia mente riemergevano i momenti passati insieme e nel mio cuore risentivo le emozioni. Quei momenti a volte brutti, di scazzo e a volte "danneggiati" dal mio comportamento nei suoi confronti, dal trattarla sempre male per non essere in grado di svelarle sempre i lati belli. Così come quei momenti entusiasmanti, quelle notti a lavorare, in giro a mangiare qualcosa, al cinema, a vedere film in ufficio, insomma quelle serate che noi chiamavamo "sfigate" perché ogni volta succedeva sempre qualcosa, ogni volta la figura di merda era sempre dietro l'angolo. Quelle serate passate a ridere, a raccontarci, a piangere e a scoprire alcune parti di noi nascoste che, pensandoci bene, forse entrambe non avevamo mai pensato di svelare. Insomma quelle serate che la nostra solitudine aveva trasformato in allegria, quelle in cui i nostri malesseri svanivano, anche se solo per poco, quelle che non bastava più guardare il cielo per cercare una stella perché era sufficiente quella al mio fianco.
11/01/2004
Sfiora il mio animo per renderlo più bello
accarezza la mia vita e falla scorrere nel tuo sangue
tocca la mia anima, il veleno più forte,
e trasformala in quel soffio vitale che solo tu mi fai esternare
cadi sul mio ventre come una lacrima gelata e dammi quel calore
da farmi domare la mia emozione
arresta il mio respiro - portalo con te dentro in un pugno - e mutalo in carezza
penetra il mio torrente - creane un varco - e fallo sfociare in un'ondata di passione
emozionami, commuovimi, turbami, eccitami, risveglia i miei sensi, provocami...
l'importante è che tu mi faccia battere il cuore
10/01/2004
"...ci sono giorni che è meglio Sognare di Vivere che Vivere...
...ci sono giorni che è meglio Vivere per Vivere che per Sognare...
...io sono cosi,
sempre in bilico tra sogno e realtà..."
Vasco Rossi
07/01/2004
Si passano giornate intense, non tanto per il lavoro, per la stanchezza fisica che uno potrebbe avere ma, per quella stanchezza psicologica che abbiamo nel provare sensazioni, nell'ascoltare il silenzio, nell'ascoltare l'anima... Per svariati motivi due persone possono anche non comunicare perché i loro pensieri sono al di là della loro portata, i loro pensieri sono talmente vulnerabili a tal punto da non aver nessun senso nel parlarne o sicuramente non sazierebbe quella sete di buttar fuori rabbia, rammarico, tristezza, felicità, amore e... Eppure, allo stesso tempo, non comunicando ho la sensazione di sentire ugualmente la persona, di sentire il suo silenzio parlarmi in modo a volte straziante a volte soffocante, di sentire la sua anima un po' strizzata da un malumore o da qualche sensazione, di sentire tante energie uscire da quel corpo come se fossero piccole anime, piccoli angeli che volano in cielo. A volte solo pochi ma intensi sguardi riescono a farti comunicare. Tu, sempre più perso dai tuoi pensieri, non riesci a sentire nessuna voce, non riesci a sentire niente ma, la tua attenzione, per quanto possa essere tale, viene "stuzzicata" da questa energia. Inizi a compiacerti delle diversi sensazioni che potrebbe darti ma, tristemente, la tua anima non riesce a muoversi per cercare di aiutare questo silenzio, questo lamento. In quel momento ti trovi nella stessa sensazione di chi come un pazzo urla a squarcia gola in un parco per liberare in realtà la sua di anima ma, non ci riesce, è impotente, perché erano tante e forti le emozioni da non accorgersi che era muto... che la sua voce non sarebbe mai arrivata in cielo... E solo quando tutto finisce, riesci in qualche modo a liberarti con un sincero e atteso da ore Ti voglio bene.
06/01/2004
Un solo gesto, una parola, spesso solo uno sguardo così ammagliante e dolce o semplicemente la vicinanza di qualcuno e tu? Lì impotente più di prima, con tremila ormoni nel tuo corpo che vanno a destra e a sinistra all'impazzata, non capiscono più niente a tal punto da non riuscire a uscire e a scontrarsi tra loro. Gli stessi ormoni che non sono in grado di gestirsi e fare qualcosa, gli stessi che chiedono aiuto alla mente per potersi sprigionare. Ma quella mente è più fuori di loro e incapace di intendere e di volere... Quella mente che spesso e non volentieri si vergogna, si imbarazza a provare qualcosa di così bello...
05/01/2004
Dimmi cos'è
"Fammi un po’ compagnia
io no so cosa sia
sto sul depresso
è una noia bestiale
che mi prende se solo non ci sei
è una cosa normale o succede solo a me?
Dimmi dimmi dimmi cos’è
cos’è che c’è"
Nek
04/01/2004
Vorrei che il fiume che scorre in me si quietasse, lo stesso che non riesce a straripare, lo stesso che mi sta annegando...
04/01/2004
Se mi guardassi allo specchio non vedrei niente, non riuscirei a vedere neanche la mia ombra, la mia anima... niente. Un buio totale. Ultimamente mi sento così vuota, inutile e persa da non riuscire a capire cosa devo fare a tal punto che anche questo blog incomincia a starmi un po' stretto, mi sa che conviene chiuderlo e almeno non continuare a sparar cazzate. Il lavoro, personalmente non c'è niente che va bene. Ogni cosa che fai è sempre quella che forse non dovevi fare, ogni cosa va male. L'amore? Forse l'unico che non riesco a dimenticare è proprio quello che non mi permette di amare, me stessa per prima, e poi gli altri. Quello che riesce a far contenere nel mio cuore tutte le pulsazioni, belle e brutte, ma così tante da riuscirle quasi a perderle, specie le belle...
04/01/2004
In un batter d'occhio sono finite tutte le feste. Sono stati più gli sbattimenti per i preparativi e per i regali che le feste in sé. Natale e Capodanno, le feste che forse uno aspetta tutto l'anno, le stesse feste che dovrebbero far star bene, quelle che dovrebbero portare solo allegria, serenità e felicità. Perché non è mai cosi? Quei momenti, attimi che ho passato con persone straordinarie sono durati talmente poco da farmici continuare a pensare per non averne troppa malinconia, quei momenti così stupendi da immortalare, fermare con fotografie da non scordare mai e da riguardare per farmici coccolare. Ma gli altri, forse quelli con me stessa, sono stati quelli più duri da digerire, quelli che mi bruciano dentro e non vogliono andar via. Quelli che mi fanno fare brutti pensieri, gli stessi che mi portano a pensare che non dovrei pensare e che, a volte, basterebbe solo farsi trasportare dalle emozioni e viverle intensamente ma, soprattutto, esternarle, facendole scivolare pian piano in tutto il corpo e facendole traspirare agli altri, senza tenerle così dentro da scontrarsi continuamente.
04/01/2004
Mi persi in una selva oscura
senza aver cura
di quell'amore
imperfetto e sleale
da non poterlo evitare
a tal punto da cascare
in un sonno letale
03/01/2004
Vorrei a volte che il mio cuore si fermasse per qualche giorno. Per qualche giorno non provare niente e non pensare a niente. Soprattutto non provare quelle emozioni, troppo forti e contrastanti, troppo belle e sincere che a volte mi fanno stare bene in una sensazione quasi orgasmica e altre volte mi fanno stare male da non riuscirle neanche a sfidare. Quelle sensazioni che se non provassi mi mancherebbero terribilmente ma, non posso neanche continuare a provare perché a volte non riesco proprio a contenerle...
01/01/2004
Carramba... che Capodanno!
Proprio da non crederci, altro che le mie carrambate, quella fatta dalla mia amica sfigata (arcana) è stata davvero potente. Il Capodanno oramai aveva avuto risvolti sempre più decadenti che erano effettivamente pochi, ma eccezionali e buoni, i motivi per cui si prospettasse una bella serata. Avevo sentito sin dalla mattina del 31 la mia amica arcana. Entrambe, almeno io babbazza all'oscuro di tutto, sembravamo abbastanza demoralizzate dal fatto di non passare il Capodanno insieme. Ci siamo poi successivamente risentite verso le 20.00 di sera prima dei rispettivi cenoni. Lei aspettava gli ultimi invitati e io scherzosamente le avevo detto che potevamo essere noi (almeno io lo speravo tanto) ma, come San Tommaso, finché non vedi non ci credi, arrivata a destinazione per il mio cenone come un'abbaglio mi ci trovo arcana. Cazzo, se avessi avuto qualche anno in più l'infarto era sicuro e sicuramente non scontato. Un'emozione unica che ho fatto fatica a trattenere lacrime di gioia. A questo punto il Capodanno era divenuto a un tratto davvero perfetto e sicuramente indimenticabile, talmente indimenticabile che, quando all'alba delle sei ci siamo salutati tutti, quando tutto è finito, mi è salita una tristezza nell'anima e nel corpo da muorire, un magone terribile da non riuscire più a trattenere le lacrime e, prima di salire in casa, ho cercato sulle scale del palazzo di sfogare standomene un po' seduta a pensare. Iniziavo l'anno nuovo con malinconia, tristezza e già qualche lacrima che scendeva. Avevo per la giornata dell'uno tremila progetti, andare al cinema, andare da qualche parte etc... Ma, ero talmente giù di morale che sono stata tutto il giorno a letto, dormivo, mi giravo da un lato all'altro, pensavo a tremila cose forse tutte senza alcun senso. All'alba delle 15.00 ho deciso di alzarmi, lavarmi e ho cercato di dare vita, senso o sfogo a questa giornata così malinconica e triste, sinceramente non so quale sia stato realmente il motivo. Sono stata un po' al cimitero che, per via del brutto tempo avevo un po' bidonato, e poi ne avevo proprio bisogno e per dar sfogo ai sensi ho deciso di raggiungere l'ufficio e cercare, almeno lavorativamente, di fare qualcosa...