31/05/2004
Un unico filo così sottile ma a volte troppo tagliente. Un lama che luccica, che cambia la sua coerenza solo per prudenza, che muta la sua incisione in base all'umore. Un cordino colorato, come l'arcobaleno, a tratti fragile da accarezzare e curare, a tratti fin troppo stabile da non poterlo cambiare e toccare. Si tramuta, si rinnova e migliora fino ad arrivare alla perfezione... Quello che può essere considerato un semplice spago ha fin troppa vita da emanare calore, emozione e passione. Una vita che attira a sé troppe pedine... Tutte li, folgorate da infinite tenerezze in attesa forse di un suo cenno purché non sia silenzio. Un silenzio glaciale che ti fa arrestare il cuore e pensare che forse non c'è niente di male che se questo spago stringe eccessivamente la tua umanità non è solo per amore, così celestiale e letale da non poterlo evitare. Una calamita che ti prende, ti sconvolge, ti sfiora e ti scaglia via. Con umuliazione le pedine cercano di tornare in sé, sui loro passi e dimenticarsi. Ma la calamita non si arresta mai, emana vampate a distanza di chilometri. Neanche i pensieri più lontani riescono a cessare quel suo ardore. Pedine fragili già scosse dal dolore che umanamente a volte cercano solo attenzione. Io posso essere una di queste che per sfiga si trova sempre ad ascoltare i pianti delle rimanenti, le consiglia ferendosi ciecamente, le ascolta udendo il lamento del suo silenzio, tace la sua diffidenza, la sua condizione perché le sue dottrine potrebbero ancor più ferirle. Disagiata, sola senza poter esternare il suo trasporto, con riserbo, pudore e turbamento torna indietro nel tempo solo per paura che cessi nel cielo quell'arcobaleno, così fitto e sereno, che al sol pensiero potrebbe schiacciarlo in un profondo sonno leggero. Una pedina che si inchina a tanto cospetto perché non può più dare affetto. Si inchina all'imbarazzo perché non sa fare altro. Abbandona il suo filo, quell'unico dal quale a volte viene trascinato così bruscamente e dolcemente da rimanerne nuovamente impressionato. Ormai in  troppi lo afferrano e tu rimani così piccino, inutile, nascosto al suo sguardo. Umile, vile, a piedi nudi volti la strada, in silenzio, con commozione affinché il filo non si accorga del tuo abbandono, non  lacrima e non soffra inutilmente. Ti accontenti di ammirarlo volare da lontano come in un sogno senza più pretendere di entrare nel suo mondo...
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27/05/2004
I tuoi occhi sono come il cielo
di giorno mi illuminano come dei piccoli raggi di sole
di notte mi colmono il cuore inciso da note di stelle
diventano soffici nuvole quando mi guardono
stringendomi al petto come una rondine in assenza d'affetto
e quando quella lacrima scivola giù
non apro l'ombrello per ripararmi dal tuo temporale
ma me lo lascio scivolare nell'animo
per averti accanto, ancora una volta, senza rimpianto
e peccato per quella nostalgia di un sogno ancora infranto
perché aprendo gli occhi mi accorgo che tu non sei al mio fianco










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25/05/2004
Se fossi solo un lasso di tempo
vorrei essere il tuo senza alcun tormento
Se fossi una carezza
vorrei sfiorarti senza violare il tuo animo
e commuovere il mio coraggio
Se fossi la timidezza
sarei me stessa che
senza alcun ritegno
tornerebbe indietro nel tempo
Se fossi un fremito
vorrei sussurrartelo con indifferenza
per non scivolare in un desiderio carnale
così sensibile e sensuale
da potermi inebriare e
perché no! Forse innamorare
















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19/05/2004

Ho lanciato un sasso con troppa violenza
a tal punto da farlo arrivare in Paradiso
con umiltà, a volte umiliazione e soprattutto vergogna
torno indietro sui miei passi perché capisco che il tuo mondo non ha bisogno di me
la mia mano cerca disperatamente di riprendere il sasso
e mentre tu, in riva al mare, sei lì a guardare con mistero questo masso
io vorrei mutarmi in una farfalla
volare e arrestarmi sulla tua spalla
affinché, il mio unico battito d'ali
diventi quell'irripetibile abbraccio
talmente originale che non ho mai donato











postato da: fluke alle ore 13:51 | Permalink | commenti (3)
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15/05/2004

Se rasentassi la mia vita potresti affondare il mio animo
se mi scrutassi con lo sguardo vorrei trascurarlo
quella luce celestiale, troppo forte, potrebbe oscurare i miei occhi
se le tue labbra accarezzassero la mia pelle
irromperesti la mia anima
confonderesti la mia essenza
masturberesti il mio pensiero
senza turbare la mia immaginazione
ma emozionando la mia passione















postato da: fluke alle ore 19:32 | Permalink | commenti
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14/05/2004

"Ho capito cosa mi facesse star male.Il fatto di pretendere troppo.Troppo dalla vita, troppo da me stessa,troppo dagli altri. Pretendo il massimo da chi mi sta accanto,da coloro a cui io dò il massimo. Io sento di dare tutto il mio mondo interiore alle persone che amo e sentire che gli altri mi danno indietro solo una piccolissima parte di quello che potrebbero mi fa male. La prima cosa che mi viene in mente è quella di mollare,di dare di meno in risposta al poco che mi viene dato,ma questo significherebbe andare contro la mia natura. E come una stupida sognatrice continuo a donarmi giorno dopo giorno al massimo e mi accontento di quei piccoli momenti di tenerezza e di attenzione. So già che presto mi stancherò ,e allora mi allontanerò, mollerò. Fino a quando di nuovo gli altri non mi regaleranno una piccola parte del loro mondo interiore e mi faranno capire che a me ci tengono sul serio. E allora ricomincerò a dare mille. Ma a sbagliare non sono gli altri, sono io. Non posso riporre nei miei amici tutte le mie aspettative. Non posso pensare che loro siano più di quello che possono essere. E solo quando smetterò di pretendere l'impossibile forse riuscirò ad essere felice anche per le altre piccole cose del mondo.
Comincio a chiedermi se in realtà non sia io il problema. Sono stata io il problema in tutti i miei rapporti finiti? Ho lasciato tanto amore in giro, questo sento di averlo lasciato, ma l’avrò fatto forse in modo sbagliato... Ci sarà un motivo se molte delle amicizie che avevo fino a qualche anno fa ora non le ho più o non le ho più come prima. Forse è stato a causa dei miei errori e del mio caratteraccio... E non mi ricordo mai che ho anche un sacco di difetti e che spesso li metto in mostra con la gente che ho intorno e che dice di volermi bene. Sì, delle volte credo di essere proprio insopportabile. Il mio mettere il muso per qualsiasi cosa…cazzo mi piace ridere e scherzare, ma certe volte davvero, quanto me la prendo! E poi quando sono nervosa per i cazzi miei possono dirmi anche la cosa più bella del mondo ma io reagisco male, faccio certe facce…e poi la sera a letto, se mi capita di ripensarci mi metto a piangere perché mi commuovo. Mostro sempre il mio lato peggiore. Sono dolcissima e fin troppo sensibile, e questo lo so per certo, mi commuovo e piango per le più piccole cose, per un libro, un film, una frase, una parola, uno sguardo, un sorriso…ma mostro sempre la parte più dura di me. Forse perché ogni volta che mi lascio andare vengo poi ferita, per certi versi credo perfino in modo irreversibile. Non chiedo mai. Non chiedo mai una parola, un abbraccio…vorrei che gli altri leggessero nella mia mente, anzi lo pretendo! Certo che poi entro in crisi…come si può pretendere che gli altri capiscano cosa pensi se poi dici o dimostri il contrario? Sono una stupida e sono triste. Perché mi sento incompleta".

P.S. questo oggi me l'ha inviato una mia amica, forse tra quelle persone da cui vorrebbe di più, un abbraccio, un qualcosa in più... sicuramete potrebbe riferirsi anche a me... Ma chi mi conosce sa che non posso dare di più e cara amica, rispondo proprio a te su quello che hai scritto, sono spesso anch'io in questa situazione ma quella "maschera" che tutti i giorni portiamo, come diceva Pirandello, fa in modo che si nota forse meno e posso dirti che a volte basta realmente accontentarsi di stare solo vicino alle persone a cui si vogliono più bene. Anche se ti struggi dentro l'anima, la loro vicinanza ti fa esplodere completamente da renderti completa al massimo... Ti saluto dicendoti infine che con una persona che mi nomini sempre tu (sfottendomi), non è vero che la coccolo... solo molto restia su queste cose con tutti.... Baci
Ah dimenticavo... quando mi fai la mossa del ciuccio mi fai venire i nervi... :)





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11/05/2004
Io sono folle, folle,
folle di amore per te.
Io gemo di tenerezza
perchè sono folle, folle,
perchè ti ho perduto.
Stamane il mattino era sì caldo
che a me dettava questa confusione,
ma io ero malata di tormento
ero malata di tua perdizione.
Alda Merini









postato da: fluke alle ore 23:46 | Permalink | commenti (4)
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11/05/2004
Mi trovavo così a parlare...
eravamo "Io e Maria", "Due donne", "Bambini". Le raccontavo che non "Mi chiamo Luca" e che "L'uomo di ieri" non c'era più per avergli espresso la mia voglia di "Dammi un figlio". "Lungo il fiume" notavo "Luci e misteri di Cinecittà" mentre cercavo "Qualcosa da fumare". Ormai a "Mani giunte" davo l'idea di una "Ragazza sola ragazza blu" che con "Un bel sorriso in faccia" pensava nel frattempo a "Francesco" e a terribili "Meccanismi diabolici" oppure a una voglia sfrenata di andar via, "Via... dove". "Saigon" o "America centrale" grande era il dilemma che ebbi in "Mattinata" prima di recarmi in una "Trasmissione radiofonica d'amore". Presi il mio motorino e con "Una sgommata e via" pensavo a "Dove andranno i bambini come noi" "Non è così che si fa". "Mi basta e avanza il Paradiso" davvero ma anche se è "Troppo tardi", "Armata fino ai denti" "Non ti voglio più". E "Mentre piove" e mi prospetti "Una vita insieme" "Oh... oh, oh, oh, oh", io, "La ragazza di Roma" "Sola" sogna ancora. "Non piango più" , "Io scrivo canto e vivo x te" anche se oramai "Non ci sei tu". "Non dirmi tutto" "Tu non puoi capirmi". E anche se mi proponi "Allora balliamo" prendiamo "La casa sul mare" io "Non voglio ricordare". "E se ci diranno" "Io con lui" sai che ormai questo è la "Fine di un amore". "Quel fondo di luce buona" che vi era ancora in me, mi faceva sperare che avrei incontrato qualcun altro e nonostante "Quanto ho temuto i miei pensieri", "Ringrazio Dio" di aver incontrato "Con una chitarra Jane". Lasciato il "Pedalò (il bene e il male)" ci ritrovammo a toccare "Sabbia bagnata". Tra noi un qualcosa di così celestiale, quasi come "L'onda" d'urto di un "Il gigante" si era andato a dissolversi nell'aria. "La tua voce", così bella che assomigliava a "Il suono delle nuvole", sembrava tramutarsi in una "Paloma negra". Notavo che in me "Qualcosa è cambiato" e quel mio "Stato di calma apparente", tutto di un colpo, "Sai che è un attimo" si è tramutato in un "Groviglio di regole" in una voglia sfrenata di farmi insegnare da te "L'arte della seduzione". Mi sembrava di trovarmi davanti a una "Frontiera" sognavo ma adesso forse ci credevo di più a "La felicità". "Io nella notte (il bene e il male)" come se stessi "Oltre le nuvole" avevo una grande "Paura di vivere (la lettera)". Ma adesso, nonostante sia stata inizialmente solo una "Questione di sguardi", "Mi manchi tu". "Ho bisogno di te" e soprattutto di trovare quel tuo viso "Candido" l'unico realmente capace di "Fammi battere il cuore". E come "Il filo di Arianna", aspettavo il "Miracolo all'italiana" mentre rientravo, ormai spaesata, "Verso casa (6 luglio)". "Adoro i tramonti di questa stagione" come "Questa parte di mondo" appena conosciuta. E anche se tu sai "Dove colpire" "E' solo per te" che scriverò una "Lettera d'amore d'inverno", "Sarò Bellissima" per farti dei miei "Ritratti" mentre raccolgo i "Ritagli d'anima", la mia purtroppo. Ma, "Ancora tu" sei nei miei pensieri e prego il Signore, "Fai che ci sei" "Tu stai con me" "Stringimi stringiamoci". Il destino continua ancora a soffocare la mia anima e le preghiere non riescono ad arrivare lassù, "Lei non c'è" e anche se "L'amore va" così. Noi non "Siamo gli eroi" di questa storia solo per ricordare il "Primo tango", l'unica cosa che per il momento è certa è che "Volo così" e che "Ti amerò lo stesso"...

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09/05/2004
Due mondi che si attraggono...
a volte sono lì per lì per toccarsi, a volte cercano di sfiorarsi, a volte l'attesa di tutto questo è talmente insostenibile da farti realmente provare un brivido che ti scorre in tutto il corpo e tocca ogni tuo lato sensibile. Un tocco solo, uno squardo al di là... che va sempre oltre, che ti penetra così interiormente da far esplodere completamente il tuo profondo. Due mondi, un tempo estranei, ora forse troppo complici. Troppo diversi ma eguali in tutto che sono pienamenti consci che se si dovessero accarezzare potrebbero "rovinare" quella celestiale attrazione, quella sublime sensibilità, quell'armoniosa magia che, sempre di più, continua a farli attrarre cercando di fargli vivere perfettamente un equilibrio tra il cielo e l'inferno...

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