beh son davvero tante
che difficilmente riuscirei a non pensare....
ancora mi domando come abbia potuto Francesca Neri acquisire i diritti su Melissa P.
le davo il mio libro e di risate se ne sarebbe fatte di brutto...
altro che sesso...
Questa sera guarderò il cielo in silenzioSe pensassi a una canzone
penserei alla stessa,
all'unica che ha ruotato per tutta una notte
la stessa che al sol fermarsi
all'alba di un giorno qualunque
ha acceso le nostre anime
ha toccato il nostro io
infiammandone il cuore
sfiorandolo con l'emozione
Nell'attraversare la linea del mio cuore scorro quei ritagli d'anima, d'amore e odio che mi danno l'essenza, gli stessi che mi danno ancora l'esistenza. Tutta a un tratto mi sento libera, tocco con mano i miei sogni e navigo come per incanto dentro di te. Cammino per le strade del mio presente nonostante il passato non sia ancora snodato. Come un'onda che mi trapassa e mi ruba l'anima, il respiro, rivedo te, rivivo te. Sento il tuo cuore palpitare e il mio ansimare. Sento la mia ragione protestare per evitare di farsi ancora del male. Sento che capisco davvero tutto il senso di quell'amore che non muore mai, così imperfetto e surreale ma talmente celestiale. E come dice Paola Turci mi accorgo che stavolta davvero potremmo "accendere l'ultimo cielo e d’ora in poi non chiudo più il cancello e d’ora in poi se sbaglio sono fatti miei e vinca chi vuoi tra favole e guai tra cuore e cervello e d’ora in poi non mi ferma più nessuno. Se d’ora in poi vuoi starmi vicino e non importa lo sai se siamo in ballo ormai se scoppierà un casino e allora balliamo facciamo che il resto si vedrà se tutto finisce al mattino o è per l’eternità ma intanto balliamo che più mi sorridi e più mi va..."
La semplicità delle cose. Se dovessi lasciare solo questa frase mi verrebbe in mente il titolo di una canzone di Carmen Consoli, una di quelle che mi piaciono tanto... Forse proprio ascoltando lei, forse ascoltando di più il mio cuore ultimamente e meno la mia mente (quella sicuramente malata) o forse queste parole sono quelle che ti fanno realmente andare avanti nella vita. Quelle che ti fanno pensare che la semplicità delle cose o meglio la felicità di noi stessi non è forse quella che da spavaldi condottieri inseguiamo all'età di quattordici anni. Quella in cui andremmo contro il mondo intero piuttosto di spaccarlo. Gli anni passano e così anche le persone sul tuo cammino. Molti i morti, diversi i feriti ma tu continui ad andare avanti per la tua strada. Non tanto per un atto di egoismo ma, perché se qualcuno lassù ti ha dato un dono, la vita, c'è una ragione e, nel caso in cui non ci fosse fa niente, ma è il dono più bello l'unico da tener stretto e spesso da non condividere con nessuno. Ti accorgi che alla fine la felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente. Quella fatta di emozioni, troppo forti da farti esplodere ma, allo stesso tempo, troppo deboli da essere infinite. E allora cresci, ti scotti e proprio da queste scottature d'amore, d'amicizia, impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose, come le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano i sorrisi e i volti dei tuoi amici, stavolta quelli veri. Quelli che ti fanno stavolta davvero emozionare, ma silenziosamente, in punta di piedi, piccole esplosioni che riescono ad allargare il tuo cuore e a stringerlo forte con amore. Capisci che cinque minuti possono essere più preziosi di intere giornate, che ascoltare una telefonata, ricevere un messaggio, una mail possono davvero a volte farti arrivare alle stelle, quelle stelle che ti commuovono al solo sguardo mentre il sole, più beffardo, ti illumina gli occhi. Capisci che spesso basterebbe chiudere gli occhi e, anche se con un velo di malinconia, rivivere ogni momento della tua vita, brutto o bello che sia. Immagini, sensazioni, fotografie, pensieri, parole, passioni, persone. E riaprendo gli occhi, con un battito cardiaco bestiale, alla fine, ti rendi conto che la vita è questa e che spesso per viverla degnamente e serenamente basterebbe accontentarsi davvero della "semplicità delle cose".
Conosco vite della cui mancanza
non soffrirei affatto
di altre invece ogni attimo di assenza
mi sembrerebbe eterno.
Sono scarse di numero - queste ultime
appena due in tutto
le prime molto di più di un orizzonte
di moscerini.
Emily Dickinson

L'amicizia è uno dei sentimenti L'essenza: pensavo che di tante persone a cui sono legata, tu sia quella speciale. L’unica, credimi, a cui non ho potuto, saputo e dovuto mentire, per nessun motivo, per amore o per odio, la sola a cui ho raccontato tutto di me. Del mio mondo, del mio cuore, del mio essere. E nulla sarà sufficiente a ringraziarti, ne a ringraziare Dio di avermi messo sulla tua strada.
Fluke: io pensavo la stessa cosa... anzi un miliardo di cose... ma soprattutto che senza di te sarei già morta... mi hai dato tu la spinta di credere in un qualcosa di bello, di credere nella vita...