Un giorno e mi ritrovai nuovamente dentro un film
Ieri ho passato Una notte al museo senza pensare minimamente che dovevo rientrare a casa per sistemare le ultime cose prima della partenza. Io e la mia amica Miss Potter, soprannominata così per i suoi modi un po' scabrosi nel gestire situazioni ingestibili, decidemmo su due piedi di andare al museo delle cere. Peccato, che come ogni giorno sfigato che ci accade, siamo rimaste chiuse dentro. Nel percorrere un corridoio lunghissimo, ci sembrava di ritrovarci su La strada di Levi, una lunga e interminabile via, retta o non, che non aveva nessun senso percorrere se non il giorno del giudizio in cui saremmo morte. Al museo, oltre a noi, ben presto ci siamo accorte della presenza di altre persone. Cavolo, neanche a farlo a posta, le conoscevamo tutte. C'era il pusher Bobby, la sua ragazza, soprannominata La Voltapagine, Hannibal Lecter - Le origini del male, un amico/nemico che avevamo in comune che speravamo, per ovvi motivi, di non beccare mai, e Arthur e il popolo dei Minimei, un nano buffo e simpatico che avevamo conosciuto a New York ai tempi del liceo. Sembrava proprio una sorta di rimpatriata, certo in un museo, specie delle cere, non era il massimo e, a tratti, ci sembrava il tutto Vero come la finzione. Per passare il tempo decidiamo di fare qualche gioco. Iniziamo con obbligo e verità ma, visto che qualcuno aveva Una scomoda verità da nascondere, passiamo a inventarci i giochi come Black Book, colorare dei libri in nero, e scrivere Letters from Iwo Jima, in attesa che morisse L'ultimo Re di Scozia e di entrare, come semplici protestanti a Island Empire per trovare Un amore su misura. A una certa, la stanchezza e il sonno per tutti iniziava a farsi sentire al punto tale che la mia amica mi sussurra Mi fido di te. Io restia come al solito pensavo che avesse svarionato per qualche sigaretta corretta di Bobby e da un lato non vedevo l'ora di rincasare che iniziavo a sentirmi soffocare come in Apnea. Meno male che all'alba delle sei venne ad aprirci Alpha Dog, il custode del museo, che, oltre a rimproverarci ci minacciava di rendere pubblico il tutto in un Diario di uno scandalo. Io, stanca morta, m'incamminai per rientrare a casa pensando a Miss Potter che mi aveva chiesto Scrivimi una canzone e pensando a quella cornire che avevo visto al museo, Il velo dipinto, che mi aveva letteralmente attratto senza pensare che, in tutte le mie dimenticanze, ci stava pure Barnyard - Il cortile da pulire. Nonostante l'avventura di una notte, le paure, le risate tornavo a casa depressa come spesso mi accade pensando alle sfighe della vita ma soprattutto che forse è solo una questione di avere Saturno contro.
Ieri ho passato Una notte al museo senza pensare minimamente che dovevo rientrare a casa per sistemare le ultime cose prima della partenza. Io e la mia amica Miss Potter, soprannominata così per i suoi modi un po' scabrosi nel gestire situazioni ingestibili, decidemmo su due piedi di andare al museo delle cere. Peccato, che come ogni giorno sfigato che ci accade, siamo rimaste chiuse dentro. Nel percorrere un corridoio lunghissimo, ci sembrava di ritrovarci su La strada di Levi, una lunga e interminabile via, retta o non, che non aveva nessun senso percorrere se non il giorno del giudizio in cui saremmo morte. Al museo, oltre a noi, ben presto ci siamo accorte della presenza di altre persone. Cavolo, neanche a farlo a posta, le conoscevamo tutte. C'era il pusher Bobby, la sua ragazza, soprannominata La Voltapagine, Hannibal Lecter - Le origini del male, un amico/nemico che avevamo in comune che speravamo, per ovvi motivi, di non beccare mai, e Arthur e il popolo dei Minimei, un nano buffo e simpatico che avevamo conosciuto a New York ai tempi del liceo. Sembrava proprio una sorta di rimpatriata, certo in un museo, specie delle cere, non era il massimo e, a tratti, ci sembrava il tutto Vero come la finzione. Per passare il tempo decidiamo di fare qualche gioco. Iniziamo con obbligo e verità ma, visto che qualcuno aveva Una scomoda verità da nascondere, passiamo a inventarci i giochi come Black Book, colorare dei libri in nero, e scrivere Letters from Iwo Jima, in attesa che morisse L'ultimo Re di Scozia e di entrare, come semplici protestanti a Island Empire per trovare Un amore su misura. A una certa, la stanchezza e il sonno per tutti iniziava a farsi sentire al punto tale che la mia amica mi sussurra Mi fido di te. Io restia come al solito pensavo che avesse svarionato per qualche sigaretta corretta di Bobby e da un lato non vedevo l'ora di rincasare che iniziavo a sentirmi soffocare come in Apnea. Meno male che all'alba delle sei venne ad aprirci Alpha Dog, il custode del museo, che, oltre a rimproverarci ci minacciava di rendere pubblico il tutto in un Diario di uno scandalo. Io, stanca morta, m'incamminai per rientrare a casa pensando a Miss Potter che mi aveva chiesto Scrivimi una canzone e pensando a quella cornire che avevo visto al museo, Il velo dipinto, che mi aveva letteralmente attratto senza pensare che, in tutte le mie dimenticanze, ci stava pure Barnyard - Il cortile da pulire. Nonostante l'avventura di una notte, le paure, le risate tornavo a casa depressa come spesso mi accade pensando alle sfighe della vita ma soprattutto che forse è solo una questione di avere Saturno contro.

