Un giorno e mi ritrovai nuovamente dentro a un film
Eccoci qui. Mi ritrovo a casa, davanti al pc, a pensare. E' stato un tranquillo week-end di paura. E non come il film, forse peggio. Meno male che non è morto nessuno anche se interiormente non so non me sento per nulla a posto. Quel senso di insoddisfazione, di malessere che non riesci a capire cos'è. Quel senso di essere sfinito interiormente, sfiacco. Come se avessi scaricato tutte le tue energie a pensare, a piangere, a scrivere, a parlare. Ma forse la cosa che mi ha sfiancato di più è stato il silenzio. Aspetti un nuovo giorno nella speranza di ammortizzare, somatizzare e rialzarti, anche se traballando come i primi passi di un neonato. E pensare che dicono che i gemelli sono menefreghisti, che lasciano le persone e non si legano a nessuno. Mah. Penso a come Le vite degli altri si intrecciano con la tua a tal punto da non capire quale sia la vita o la via tua. Mentre mi faccio due tiri di canna nella speranza che nel giro di 4 minuti non mi venga la fame chimica che con l'apparecchio non posso mangiare nulla, penso al mio amico Spider-Man 3 soprannominato così per la sua velocità nel rubare al supermercato di tutto e di più. Penso a lui, come se fosse L'uomo dell'anno. Penso a lui ricordando con un velo di malinconia le nostre serate allo Shooter, noto locale sulla riviera emiliana per le sue piadine alla Zodiac, una sorta di zodiaco giapponese o cinese. Ricordo le sfide a chi beveva più birre. Ricordo quando alla Numero 23 dovettimo chiamare il 118 ed essere ancora qui, vivi a raccontarlo, grazie a una lavanda gastrica che mi rimise in sesto ma mi fece pensare che Mio fratello è figlio unico, che Sunshine di aveva denunciato alla polizia per avergli sboccato al pub e che non sarebbero bastati Centochiodi per appenderlo al muro. Ricordo di quando io e Spider-Man 3 decidemmo, come in un Epic movie di prendere il solito Notturno bus, di andare in un Hotel a cinque stelle e Svalvolati on the road concederci a Il piacere dell'amore. Ricordo, ricordo, ricordo.... penso, penso, penso... Penso di quello che a volte mi passa in testa, penso di cosa e quanto penso a ritrovarmi avvolta quasi come dentro a un film.
Eccoci qui. Mi ritrovo a casa, davanti al pc, a pensare. E' stato un tranquillo week-end di paura. E non come il film, forse peggio. Meno male che non è morto nessuno anche se interiormente non so non me sento per nulla a posto. Quel senso di insoddisfazione, di malessere che non riesci a capire cos'è. Quel senso di essere sfinito interiormente, sfiacco. Come se avessi scaricato tutte le tue energie a pensare, a piangere, a scrivere, a parlare. Ma forse la cosa che mi ha sfiancato di più è stato il silenzio. Aspetti un nuovo giorno nella speranza di ammortizzare, somatizzare e rialzarti, anche se traballando come i primi passi di un neonato. E pensare che dicono che i gemelli sono menefreghisti, che lasciano le persone e non si legano a nessuno. Mah. Penso a come Le vite degli altri si intrecciano con la tua a tal punto da non capire quale sia la vita o la via tua. Mentre mi faccio due tiri di canna nella speranza che nel giro di 4 minuti non mi venga la fame chimica che con l'apparecchio non posso mangiare nulla, penso al mio amico Spider-Man 3 soprannominato così per la sua velocità nel rubare al supermercato di tutto e di più. Penso a lui, come se fosse L'uomo dell'anno. Penso a lui ricordando con un velo di malinconia le nostre serate allo Shooter, noto locale sulla riviera emiliana per le sue piadine alla Zodiac, una sorta di zodiaco giapponese o cinese. Ricordo le sfide a chi beveva più birre. Ricordo quando alla Numero 23 dovettimo chiamare il 118 ed essere ancora qui, vivi a raccontarlo, grazie a una lavanda gastrica che mi rimise in sesto ma mi fece pensare che Mio fratello è figlio unico, che Sunshine di aveva denunciato alla polizia per avergli sboccato al pub e che non sarebbero bastati Centochiodi per appenderlo al muro. Ricordo di quando io e Spider-Man 3 decidemmo, come in un Epic movie di prendere il solito Notturno bus, di andare in un Hotel a cinque stelle e Svalvolati on the road concederci a Il piacere dell'amore. Ricordo, ricordo, ricordo.... penso, penso, penso... Penso di quello che a volte mi passa in testa, penso di cosa e quanto penso a ritrovarmi avvolta quasi come dentro a un film.

