28/05/2007
Un giorno e mi ritrovai nuovamente dentro a un film
Eccoci qui. Mi ritrovo a casa, davanti al pc, a pensare. E' stato un tranquillo week-end di paura. E non come il film, forse peggio. Meno male che non è morto nessuno anche se interiormente non so non me sento per nulla a posto. Quel senso di insoddisfazione, di malessere che non riesci a capire cos'è. Quel senso di essere sfinito interiormente, sfiacco. Come se avessi scaricato tutte le tue energie a pensare, a piangere, a scrivere, a parlare. Ma forse la cosa che mi ha sfiancato di più è stato il silenzio. Aspetti un nuovo giorno nella speranza di ammortizzare, somatizzare e rialzarti, anche se traballando come i primi passi di un neonato. E pensare che dicono che i gemelli sono menefreghisti, che lasciano le persone e non si legano a nessuno. Mah. Penso a come Le vite degli altri si intrecciano con la tua a tal punto da non capire quale sia la vita o la via tua. Mentre mi faccio due tiri di canna nella speranza che nel giro di 4 minuti non mi venga la fame chimica che con l'apparecchio non posso mangiare nulla, penso al mio amico Spider-Man 3 soprannominato così per la sua velocità nel rubare al supermercato di tutto e di più. Penso a lui, come se fosse L'uomo dell'anno. Penso a lui ricordando con un velo di malinconia le nostre serate allo Shooter, noto locale sulla riviera emiliana per le sue piadine alla Zodiac, una sorta di zodiaco giapponese o cinese. Ricordo le sfide a chi beveva più birre. Ricordo quando alla Numero 23 dovettimo chiamare il 118 ed essere ancora qui, vivi a raccontarlo, grazie a una lavanda gastrica che mi rimise in sesto ma mi fece pensare che Mio fratello è figlio unico, che Sunshine di aveva denunciato alla polizia per avergli sboccato al pub e che non sarebbero bastati Centochiodi per appenderlo al muro. Ricordo di quando io e Spider-Man 3 decidemmo, come in un Epic movie di prendere il solito Notturno bus, di andare in un Hotel a cinque stelle e Svalvolati on the road concederci a Il piacere dell'amore. Ricordo, ricordo, ricordo.... penso, penso, penso... Penso di quello che a volte mi passa in testa, penso di cosa e quanto penso a ritrovarmi avvolta quasi come dentro a un film.
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04/05/2007
Mi piace guardare il mondo, osservare gli altri, essere in metro o sull'autobus e, con la musica a palla nelle orecchie, guardare la miriade di gente. Di alcuni cerco di carpirne le parole tramite il labbiale, di altri mi piacerebbe capire cosa pensano in quel momento. Ognuno di loro ha sicuramente un pensiero in testa. Tutti diversi tra loro. Tante storie, dolori, emozioni. Occhi lucidi, sorrisi, sguardi cupi pieni di odio, di rabbia. Sguardi felici, visi sorridenti alla vita, alla gioia, all'amore.

Mi piace guardare il mondo e allo stesso tempo osservare te. Mi piace sentire la tua anima che, nascosta dietro a quei sorrisi, a volte forzati, a quelle battute, urla il suo dolore, il suo pianto. E mi piacerebbe essere sorda per non udire, essere indifferente per non sentire, essere forte per avvicinarmi e asciugare quelle lacrime che non scivolano giù dagli occhi ma dall'anima. Avvicinarmi e prenderti per mano e portarti su quella terra degli angeli, se solo trovassi la meta e la strada giusta, dove il dolore non riesce a entrare, dove la ragione non trova spazio, e solo dove la felicità può coglierti, avvolgerti e farti sua in un tutt'uno reciproco.

Mi piace guardare il mondo e allo stesso tempo presentire di te. Ascoltare ripetutamente il tuo silenzio. Sentirlo dondolarsi tra gli ostacoli del cuore. Ferirsi tra le insidie della vita, dell'amore. Emozionarsi sulle note di una canzone. Sorridere per lo sguardo innocente di quel bambino. Imbarazzarsi a uno sguardo di troppo e a una carezza piena d'amore, di serenità, di gioia, insomma a quelle rare e poche ma vera.

Mi piace guardare il mondo e allo stesso tempo pensare che tu sia un mondo di idee, di colori, emozioni, sorrisi, mani, profumi, pelle, odi e rancori, rabbia, felicità e insicurezza, occhi imbarazzati e imbarazzanti, durezza di un padre padrone e vigliacco, fragilità di un bicchiere di cristallo e sensibilità disarmante nascosta da una corazza per far sì che questo mondo ti faccia vivere. Per far sì che il tuo mondo viva.

Mi piace guardare il mondo nella speranza un giorno di girarlo, nella speranza di non perdere un giorno te.
postato da: fluke alle ore 23:51 | Permalink | commenti
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