Mi piace lavorare - Mobbing. Altro lavoro altra corsa.

Tanto per cambiare e rimanere sempre in movimento o meglio non rimanere col culo per terra, ho trovato un nuovo lavoro. Pulizie in un albergo. Tutti sin dall'inizio ti dicono di non preoccuparti, in fondo è come fare le pulizie in casa. Peccato che la mia stanza/casa non è neanche di 20 metri quadri, l'albergo a momenti copre 2 ettari di terreno. E' una settimana che ho iniziato. Dalle 14.00 alle 22.30. Sicuramente coi problemi di schiena che mi ritrovo non è un lavoro per me, soprattutto perché nella fascia di lavoro non ti fermi un attimo. Lava, spolvera, scopa (anzi meglio usare spazza per terra), sali, scendi, prepara il carrello che pesa due volte me. Ripassi negli stessi posti, rifai il giro dei bagni etc... Un lavoro davvero pesante, almeno per me. Non so se è una questione di abitudine o se proprio il mio fisico, minuto da quello che mi dicono in giro, proprio non regge. Speriamo in bene. Questo mi dico ogni giorno. Aiutami Signore. Questo imploro ogni sera quando arrivo a casa stravolta. Stravolta in quanto oltre a questo continuo a lavare i cani e finito il tutto vado pure a divertirmi. Una settimana che esco alle 8.30 del mattino e rientro in casa quasi sempre dopo le 3 e passa, il tutto con il mio bell'amato e fidato zaino dove tra cambi, deodoranti, bagnoschiuma, asciugamani, scarpe, etc... pesa quanto me. Mi metto al pc a vedere mail, a cercar lavoro e dopo una rilassante doccia cerchi di dormire. Peccato che sei stanca solo fisicamente mentre la mente continua a vagare almeno per un'altra bella oretta. In albergo quasi tutto il personale è straniero. Qualcuno ancora senza permesso di soggiorno. Le Governanti, insomma coloro che ti controllano se lavori o meno, anche loro la maggior parte straniere. Dalla più tosta, tedesca nel sangue e nel cuore, sono stata già ripresa più volte. Credo che a pelle non ci siamo proprio simpatiche. Forse il mio animo sempre ribelle è la goccia che la manda in bestia. Finita la giornata torno a casa demoralizzata, sfinita, col le lacrime agli occhi mentre il treno viaggia sui binari e l'ipod naviga nelle orecchie. Mi domando che vita faccio e quella che ho sempre fatto. Allo stesso tempo però mi diverto, vivo, sento. In albergo nulla è permesso. Devi avvisare pure quando vai in bagno. E se riesci a non andarci fino alla pausa, di mezz'ora, è meglio. Mi domando quando hai il ciclo che cazzo fai! Ho trovato davvero dei colleghi simpatici. Pronti ad aiutarti. Di più Tania e Claudia. Due ragazze che ho affiancato i primi giorni. La prima ucraina, l'altra colombiana. Tania è riuscita a portare la figlia a Roma da poco. Claudia è ancora con la preparazione dei documenti. E' sposata da 11 anni, lei ne ha appena 29, e sta anche con la figlia di lui. Nei nostri giri dell'albergo scrutiamo i vari ragazzi. Lei persa per uno della sicurezza, Andrea. Io mi sono troppo intrippata col barman, scuro con occhi azzurri. Proprio il mio uomo ideale, specie se gli occhi fossero stati verdi. Sarà anche il fascino del bancone proprio bello. Sin dal primo giorno mi son detta che se ci fosse un bancone così all''Hippie sicuramente vuol dire che la proprietaria ha fatto soldi da capogiro e che sarebbe davvero divertente ed emozionante lavorarci. Sicuramente una decina di persone se non di più potrebbero starci dietro. Ripeto a Claudia che è sposata e di lasciar perdere Andrea e qualcun altro che la punta ma, allo stesso tempo, penso che forse c'è qualcosa sotto, che forse dietro quel sorriso c'è l'infelicità. Ieri sera, infatti, in un momento di sconforto Claudia si confida con me. Io meravigliata, in fondo ci conosciamo da poco, lei contenta con le lacrime agli occhi di tirar fuori il suo vivere, il suo essere infelice. Si è sposata giovanissima e ha avuto una bambina. A otto mesi della piccola, suo marito muore in un incidente stradale. Quello con cui sta da undici anni è il convivente. Anche lui colombiano. Un uomo gelosissimo che la tradisce, che la picchia, che non le permette nulla, che la rende infelice. Penso a mia madre, penso alla somiglianza delle cose, dei fatti, delle persone. Sua figlia ha dodici anni e non la vede da dieci. Le manca terribilmente. Penso ai miei dodici anni quando smarrita rientravo definitivamente in casa e colei che chiamavo e chiamo mamma non mi diceva nulla. Vedevo Claudia che nonostante raccontava della sua sofferenza di vita era contenta nel parlarmi di lei. Era contenta di aver trovato in me un'amica. Dice che non ne ha. Era entusiasta quando le parlavo di discoteche, Hippie, uscite. Mi sa che la nuova stagione, specie per le serate latino/americano la porterò all'Hippie. Anche se stupita di aver trovato in me una persona che la conforta, sono contenta di poterla aiutare, di essere la sua spalla su cui piangere. Spero di convincerla a riprendersi la sua vita.
Mi piace lavorare - Mobbing. In fondo senza lavoro, senza essere in movimento sclererei troppo durante la giornata. Non conoscerei persone nuove, vite nuove. E' stressante l'albergo ma, nonostante attimi di depressione, mi piace ritrovare quella gente, salutare il barman e cercare di dare, anche se per poche ore, momenti di gioia a Claudia. E poi... vinta alla tedesca non gliela voglio proprio dare! Ormai è diventata proprio una sfida! Almeno ogni tanto mi metto in gioco pure io invece di sgattaiolare sempre via da tutti, ma spesso solo da me.